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Prima di saperlo era difficile.
Una volta conosciuto è facile.
 innastica dolce
     

 


 
     
 

Ginnastica dolce

La ginnastica dolce è il campo elettivo di quello che potremmo definire un lavoro cosciente su se stessi; essa si differenzia dalla ginnastica tradizionale che mette in valore la tecnica e la muscolatura, per un aspetto essenziale, e precisamente perché lo sforzo vi è bandito, sostituito da un lavoro fondato sulla sensazione e sulla distensione.
- Questo metodo, che è anche un’arte di vita, esplora molto sottilmente il sistema muscolare nella sua integrità, stimolando in particolare i muscoli che non vengono mai sollecitati, né nella vita corrente né in alcun tipo di tecnica sportiva. Si tratta di prendere coscienza del proprio corpo con tutte le sue articolazioni,per permettergli di esprimersi liberamente. Grazie a tutto ciò ciascuno di noi è in grado di riprender contatto con le sue potenzialità inibite o addormentate.
- I nostri muscoli, le nostre ossa, così come tutti i nostri organi interni, dal fegato ai reni, dai polmoni agli intestini e così via, s’affaticano e logorano tanto più velocemente quanto più li si obbliga a funzionare maldestramente. Siamo come musicisti il cui strumento si sia scordato. Il nostro strumento è il nostro corpo, ed è lui che occorre raccordare. Per vivere in armonia con se stessi, esiste un metodo che non fa appello alla volontà motoria né, tanto meno, alla forzatura muscolare.
- La ginnastica dolce è una riconciliazione del corpo e dello spirito, un metodo che mira a farci prendere coscienza delle “grinze” del nostro comportamento.


Primo principio:

prendere coscienza del movimento. Non conta tanto quel che si fa, quanto la coscienza che se ne ha al momento di farlo.
Stare in ascolto del proprio corpo
La memoria dle corpo è migliore di quella della nostra mente. Il corpo non dimentica nulla e se gli si dà la possibilità di fare esperienze piacevoli, di provare sensazioni di benessere, cercherà di riprodurle spontaneamente e a nostra insaputa.

Secondo principio:
lavorare nella distensione e nella sensazione.
Le sole esperienze che conservano una straordinaria vividezza sono quelle acquisite mediante la sensibilità.Un movimento abitato dal “di dentro” e accompagnato dall”ascolto quando lo si esegue, permette di vivere il proprio corpo nella sua totalità e in tutti i vari aspetti:,fisico,mentale,respiratorio.Nella ginnastica dolce non si domandano sforzi, bensì una sottile mobilizzazione delle fibre muscolari.

Terzo principio:
il corpo è un tutto unico
Questo principio invita a considerare che l’organismo umano è un tutto solidale e che, di conseguenza, esiste un’interdipendenza di ogni movimento. La nuca, per esempio , è responsabile della gamba, e quest’ultima del piede; se si agisce sul piede, si agisce dunque sulla nuca, e così via. Si può ottenere il rilassamento di una spalla contratta facendo lavorare solo il piede.

Quarto principio:
accordare la priorità alla schiena.
La schiena rispecchia gli stati emotivi. Tutto poggia su quest’asse ammortizzatore dei colpi, albero vitale del movimento, o gli è collegato in maniera diretta.
I comportamenti della colonna, siano buoni o cattivi, si ripercuotono sempre sullo psichismo, mentre reciprocamente, le impressioni del mondo affettivo si riflettono fedelmente nella posizione della colonna vertebrale. Ogni volta che si migliora la distensione di spalle contratte, nuca rigida, schiena arcuata, sedi privilegiate delle tensioni, ne conseguono modifiche della vita affettiva.

Quinto principio:
adottare un ritmo proprio di lavoro, evitando qualsiasi sforzo o eccesso. Durante l’esecuzione degli esercizi, la situazione non va mai forzata: è solo il singolo individuo che può trovare il proprio ritmo e la giusta dose di lavoro.

Sesto principio:
rilassare i muscoli posteriori.
I muscoli posteriori superficiali (quelli situati nella parte posteriore del corpo, dalla nuca ai talloni) generalmente sono troppo rigidi. Quindi l’approccio ideale in sintesi è: allungamento dei muscoli posteriori superficiali, ristrutturazione di quelli profondi, presa di coscienza delle diverse articolazioni e dell’interdipendenza reciproca delle membra. In una fase più avanzata, dopo che si sia imparato a muovere tutte le parti del corpo nello spazio esterno, si può partire alla scoperta di un altro mondo, quello dello spazio all’interno del corpo, ed avvertirne tutte le vibrazioni.

La ginnastica dolce è un metodo aperto veramente a tutti, soprattutto agli “anni d’argento”, ai timidi a coloro che sono riluttanti o non vogliono lasciarsi andare nell’espressione corporea. Nessuno spirito di competizione, nessuna ambizione di rivaleggiare: lo scopo è innanzitutto di armonizzare il corpo senza mai sforzarlo, d’utilizzarne pienamente il potenziale fisico e psichico. Il movimento si compie nel rilassamento e nella distensione e il risultato è armonia e benessere psico-fisico. Ci si stupirà del rapido trascorrere del tempo, delle mezz’ore che paiono brevi istanti.





     
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   ultimo aggiornamento  25 agosto 2010