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"L'albero
del mio cuore è carico di frutti, venite,
voi che avete fame, e coglieteli."
G.K. Gibran |
orsi
- hatha yoga - asana |
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Cosa sono gli asana
Negli Yoga Sutra di Patanjali l’aforisma più
noto riguardo la “posizione” è STHIRA-SUKHAM
ASANAM (Y.S. II,46) “La posizione deve essere stabile
e comoda”Asana, dalla radice sanscrita as, sedere,
può indicare la posizione seduta, la posizione
in generale o anche la stuoia di stoffa o di daino sulla
quale sedersi ed assumere asana.
In realtà asana non è traducibile in modo
esauriente con il termine posizione, che non rispecchia
alcune caratteristiche di asana: la posizione del corpo
in sé non costituisce un asana; il processo attraverso
il quale si entra in esso è parte integrante del
concetto di asana.
Questo processo richiede alcuni elementi:
a) la presenza mentale e la consapevolezza dell’atteggiamento
mentale (che non necessariamente si hanno in una posizione)
b) il modo particolare di entrare ed uscire dall’asana,
con lentezza e dolcezza;
c) capacità di controllo del pensiero durante il
mantenimento dell’asana: non c’è interferenza
dell’attività mentale e a tal scopo particolare
inportanza riveste ed esempio la consapevolezza e l’uso
del respiro.
La postura diventa allora un modello per educare gradualmente
il corpo e la mente. Si attivano particolari meccanismi
neuromuscolari che nel tempo producono cambiamenti dell’intera
personalità dell’individuo, in chiave evolutiva.Appare
il vero scopo di hatha: assicurare la salute e l’armonia
del fisico come presupposti necessari per la concentrazione
e la meditazione.
Procedere dal più denso (corpo fisico) al più
sottile (mente): questa è la direzione di asana,
in modo che il processo inverso, il controllo delle componenti
sottili su quelle grossolane si traduca in maggior efficienza
e salute del corpo fisico.
Gli asana si distinguono in a) meditativi e b) educativi.
I primi sono finalizzati a raggiungere l’immobilità
in modo che il corpo denso non interferisca con l’approfondimento
del controllo dei livelli mentali.I secondi, se intesi
correttamente, non seguono né il modello isometrico
(stiramento prolungato dei muscoli) né quello isotonico
(ripetizioni rapide), ma vanno praticati nel rilassamento
muscolare, con volontaria assenza di tensione nei muscoli
e nelle articolazioni e con mente libera da interferenze.Sono
educativi perché la disciplina fisica serve da
modello per il lavoro su altri livelli di funzionamento:
l’obiettività e il distacco con cui si lavora
sul corpo porta gradualmente ad un maggior controllo su
di esso; inoltre si va ad agire su atteggiamenti fisici
errati, prodotto di uno stato mentale, che è a
sua volta alimentato dal protrarsi delle cattive abitudini
posturali.Liberarsi, attraverso gli asani correttamente
intesi, dal queste pastoie permette di acquisire un miglior
funzionamento muscolare e padronanza dell’atttenzione
e della concentrazione, qualità non trascurabili
nella vita attiva e non solo prerogative da applicare
al campo meditativo.Come funziona la meditazione è
più comprensibile le l’osservazione della
mente parte dall’osservazione del corpo.
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ultimo
aggiornamento 13 marzo 2011 |
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