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"L'albero
del mio cuore è carico di frutti, venite,
voi che avete fame, e coglieteli."
G.K. Gibran |
orsi
- Danza |
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BHARATA NATYAM
è l'Antica Danza dei templi Indiani.
La Danza
Le origini della danza indiana risalgono
a circa 2500 anni fa. Diverse pitture parietali, incisioni
e sculture provenienti dalla civiltà di Mohenjo
Daro ed altre testimonianze letterarie mostrano la nascita
di questa antichissima arte. Una lunga tradizione popolare
è andata lentamente codificandosi fino a venire
formalizzata in un trattato del II secolo d.C. - il Natya
Sastra Ð che ne ha fissato i principi, la tecnica,
il linguaggio mimico.
Differenti stili di danza classica sono praticati
e perfezionati nelle diverse regioni e tradizioni familiari
sono cresciute all'interno dei singoli stili.
Il Katak nell'India del Nord, il Manipuri nel
Nordest, l'Odissi nella regione dell'Orissa, il Kuchipudi
nell'Andra Pradesh, il Bharata Natyam nel Tamil Nadu e
il Kathakali e il Mohiniattam nel Kerala, sono gli stili
di danza classica indiana giunti fino a noi. La tecnica
di queste forme può essere in tutti i casi fatta
risalire alle regole stilate nel Natya Sastra.
Antica danza dei Templi Indiani. Era danzata anticamente
dalle Devadasi, sacerdotesse del Dio Shiva, signore della
danza cosmica. Questa danza è pervenuta a noi integra
del suo significato spirituale. E' una danza dinamica
precisa e molto ritmata. Le mani e l’ espressione
del viso hanno un ruolo fondamentale nella parte mimata,
dove la femminilità e la sensualità sono
portate alla massima espressione artistica. Era ed è
una danza sacra: a differenza degli altri stili di danza
occidentali dove la spettacolarità è l’
aspetto principale, in questa danza conta soprattutto
la ricerca interiore dei propri sentimenti più
profondi che aiutano le persone ad affrontare le difficoltà
della vita di tutti i giorni: è una forma di yoga
danzato.
La leggenda
In un tempo remoto, preoccupati del declino morale delle
moltitudini di uomini che non potevano attingere agli
insegnamenti conservati nelle sacre scritture, gli dèi
rivolsero a Brahma il Creatore la loro supplica: che Lui,
fonte di ogni misericordia trovasse una nuova strada per
portare nel cuore degli umili e dei semplici la conoscenza
della virtù, della prosperità del benessere
spirituale.
Brahma acconsentì e condusse presso di sé
un anziano uomo, il saggio Bharata, per trasmettergli
un nuovo sapere, frutto degli insegnamenti già
contenuti nei quattro Veda esistenti: la parola dal Rig
Veda, l'espressività o Abhinaya dallo Yajur Veda,
la musica dal Sama Veda e l'esperienza estetica dall'Atharva
Veda.
A queste arti fu aggiunta dal divino Shiva Nataraja la
conoscenza della danza stessa, il movimento alla base
della creazione di tutto l'universo.
.
Così, nella leggenda, nasce il Natya Sastra [da
Natya, arte scenica fatta di teatro e danza insieme e
Sastra, insegnamento], il testo con cui gli dèi
offrivano agli uomini la danza.
Da allora, donne e uomini praticano e rappresentano quest'arte
per dialogare con il divino.
Nella mitologia indù il dio Shiva è la manifestazione
dell'energia ritmica primordiale; danzatore cosmico (con
l'attributo di Nataraja, signore della danza): egli danza
l'universo creandolo.
La danza diventa lo strumento di unione tra l'essere divino
creatore e il mondo visibile; per gli uomini diviene un
rito, un mezzo che permette di tornare alle origini, di
accostarsi al divino, di unirsi ad esso.
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15.00 17.00 |
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aggiornamento 10 ottobre 2009 |
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